Il noir all’italiana, che più noir non si può, è arrivato nel fumetto nazionale con personaggi come Kriminal e Satanik , della premiata ditta Secchi e Raviola, con Diabolik, naturalmente, delle Giussani Sorelle, con personaggi minori, ma certamente di culto come Sadik, Zakimort, etc.etc.

Killing

Killing

Bene a più di 40 anni dalla prima pubblicazione, quello che sembrava essere un esperimento, risultato poi un successo, non solo in Italia, da quasi  fumetto, perchè  proprio fumetto non era, diventa  finalmente un comics vero e proprio  e viene  pubblicato per If edizioni. Il personaggio è davvero, dal punto di vista editoriale,  un prodotto ibrido e particolarissimo.

In libreria dallo scorso anno, la trasposizione a fumetti, della prima avventura di Killing . Un volume brossurato di 160 pagine formato 21 X 30, firmato Stefano Arienti e Franco Busatta, disegnatori fra gli altri anche di Dylan Dog . Ma perchè non è un personaggio dei fumetti?

No! Perchè in Italia, oltre alle nuvole noir di Diabolik e C., siamo riusciti a fare di più.  La creatività che ci contraddistingue, unita ad una buona dose di coraggio e a una necessaria nonchalance (che sarebbe molto più appropriato definire paraculaggine se mi è concesso il francesismo), ci ha portato ben oltre i confini delle nuvole parlanti , ci ha proiettato nelle foto-parlanti ed è nato, anno 1966,  il fotoromanzo-noir a fumetti:  Killing.

Satanik e KillingPersonaggio trash oltre ogni limite, lo scheletro omicida che cammina, è indubbiamente però anche una figura  importantissima nell’evoluzione di un certo filone drammaturgico. Il suo creatore è l’editore Pino Ponzoni, lo stesso della popolare collana di fantascienza “I romanzi del cosmo”,  assieme a Pietro Granelli, mentre le sceneggiature sono di Luigi Naviglio, scrittore di fantascienza con vari pseudonimi oltrechè col suo nome e cognome, alle dipendenze in quegli anni proprio di Ponzoni.

Rosario Borelli, morto nel 2001, è l’attore che da vita al personaggio, sempre coperto dalla maschera e che mai toglierà se non in rarissime occasioni. Borelli è un attore dalla discreta carriera cinematografica, partecipa fra gli altri a  film importanti come Rocco e i suoi fratelli, Classe di ferro, La freccia d’oro. Del foto-fumetto è assieme alle maestranze di Cinecittà, anche regista.

Il personaggio di Killing è un cattivo senza pietà e alcun afflato di redenzione.  Contento del suo stato, il criminale, si crogiola nella violenza e sfoga i suoi bassi impulsi in particolar modo sulle rappresentanti del gentil sesso con notevole crudeltà ed efficacia. Killing ama una sola donna, sua complice e forse caratterialmente ancor più perfida del medesimo, di nome Dana.

Nonostante gli anni, Killing, riesce anche oggi, a suscitare una certa pruderie nel lettore, segnale innegabile di quanto fossero all’epoca  dense di fortissima connotazione erotica ed estremamente trasgressive le trame, ma sopratutto gli espedienti visivi e di sceneggiatura usati nel foto-fumetto edito nei lontani, oramai, anni ’60. La marcia in più, nella qualità e nella fattura degli albi-fotoromanzo del criminale mascherato, sono da attribuirsi a mio avviso alla regia che Borelli esercitava sul set, di tipo essenzialmente cinematografico. L’attore-regista pretendeva che tutti i protagonisti del foto-fumetto recitassero le batture a voce alta per ottenere la massima esperessività durante gli scatti fotografici.

Killing e Dana

Killing e Dana

Pubblicato per 62 numeri, fino al 1969,  tradotto e introdotto anche all’estero  (dalla Francia alla Turchia – dove il personaggio è stato usato per il film della serie Kilink – dagli Stati Uniti a Paesi Latino americani come Colombia, Argentina, Brasile); Killing è oggetto di censura a causa delle scene all’epoca considerate eccessivamente spinte. L’anti-eroe mascherato ha la calzamaglia e la maschera quasi identiche a quelle di Kriminal, ma il “volto” è stato orrendamente deformato come per sottolineare il passo ulteriore nell’azione truculenta, fino allo splatter, che allora si chiamava  gore, praticato con ogni tipo di attrezzo “utile” allo scopo – oltre all’uso delle armi e degli strumenti di tortura tradizionali.  Il foto-fumetto girato come un film vantava  costi notevoli per l’epoca, c’ erano al lavoro diversi fotografi per fare un numero alto di scatti ed angolazioni tra le quali scegliere le foto da pubblicare con la sovraimpressione delle tipiche “nuvole” : ogni numero richiedeva 5 – 6 giorni di lavorazione. Tali costi  venivano pareggiati però, da una tiratura di vendita eccezionale di centinaia di migliaia di copie acquistabili in edicole “fidate” e specializzate, non certo ovunque.

Il ritorno a tutti gli effetti di questo personaggio è stato sancito ufficialmente con la realizzazione di un film-documentario a lui dedicato di 73 minuti diretto da SS-Sunda e presentato in anteprima mondiale il 1 novembre scorso all’ultima edizione  del festival cinematografico Ravenna Nighmare Festival.  Il documentario si intitola THE DIABOLIKAL SUPER-KRIMINAL, prodotto da Diego Pascal Panarello, SS Sunda e Alessandro Zanotti e distribuito da Mort Todd, uno dei più celebri fumettisti horror americani editor per anni della Marvel. Il film documentario, racconta in chiave pop, la vera storia di Killing, attraverso le testimonianze dei suoi interpreti.

Quello che rende l’operazione ancora più allettante è che all’interno del documentario c’è un vero e proprio mini film delle avventure dell’inafferrabile criminale, realizzato appositamente ex novo con attori e attrici scelti all’uopo come Madame Catarsina Transfert, Judith Peligro e Dolores Suave che interpreta Dana.